A chi può essere utile il metodo Philogames?

Il metodo Philogames è utile a bambini e adulti, che per vari motivi sentono di “non funzionare” al meglio in ambiti assai vari.
Può trattarsi di una difficoltà scolastica, di problemi nel praticare uno sport, nello sviluppo delle relazioni interpersonali, nel mantenimento della concentrazione e del rendimento lavorativo. Queste manifestazioni possono a volte sembrare del tutto scollegate tra loro per modi e tempi di insorgenza.

Quando “non funzioniamo bene”

A volte possiamo accorgerci che qualcosa in noi o nelle persone che abbiamo accanto non va: insoddisfazione, stanchezza, disorganizzazione, confusione mentale, diminuzione delle performance fisiche e sportive.
Possiamo provare mille soluzioni (medici, psicologi, allenatori, maestri, terapie…) ma ci sembra che qualcosa resti sempre fuori fase senza capirne il motivo.

Da dove nasce il problema?

Forse non si tratta di un “malfunzionamento”, ma di una cattiva organizzazione del nostro modo di funzionare. I movimenti e le reazioni del corpo seguono delle “procedure” chiamate riflessi, che si sviluppano già dai primi momenti di vita.

Come funzionano i Philogames

Il metodo Philogames ripercorre questi passaggi attraverso giochi ed esercizi semplici e divertenti, che aiutano il cervello a “ricordare” i suoi automatismi naturali.
Le attività riprendono i cosiddetti riflessi arcaici e posturali, fondamentali per il movimento, la coordinazione e le relazioni.

Le sedute

Una seduta dura circa un’ora alla settimana ed è guidata da un professionista formato: il Philotrainer. Durante gli incontri (circa 20 in totale), il cervello riconosce e riorganizza i propri schemi in modo naturale.

I risultati

In pochi mesi molte persone scoprono di poter fare le cose con più equilibrio, sicurezza e benessere. Il Philotrainer, quando serve, collabora con altri specialisti per accompagnare il cambiamento fisico e mentale.

Aree di coinvolgimento:

  • Cognitiva

Funzioni esecutive: attenzione, concentrazione, problem solving, memoria.

Apprendimenti: difficoltà nella lettura, nella scrittura, nella matematica.

Comunicazione: linguaggio espressivo, corporeo etc.

  • Motoria

Coordinazione motoria: disprassie, disgrafia, difficoltà nel tratto grafico e nei gesti di precisione.

Iperattività motoria, disturbi dell’equilibrio, infortuni ricorrenti etc.

  • Emotiva e comportamentale

Stanchezza cronica, disturbi dell’umore, polarizzazione del comportamento verso l’apatia o l’aggressività e il bullismo, difficoltà di socializzazione e chiusura in se stessi, selettività alimentare… e molto altro.